IL BILIARDO HERMELIN
credits: webmaster, design and managed by CDUWEB Internet Marketing - gli specialisti del posizionamento sui motori di ricerca www.cduweb.com
 

Bigliardo Sport

Bigliardo Augustus

Bigliardo tipo '900

Bigliardo stile '400

Bigliardo stile Luigi XV

1872 Una partita a bigliardo

Un salone antico fine '800

Un Pezzo Storico

1960 La Storia Del Bigliardo

Tratto da "Manuale Del Bigliardo" di Luigi Lamparelli.

..."Incerte ed antiche sono le origini del gioco del biliardo.
Personalmente io lo faccio addirittura risalire all'usanza di certi popoli barbari i quali, prima di dare battaglia, ponevano dei sassi obliqui ritti alla bell'e meglio per terra e poi, da una certa distanza, facevano di tutto per colpirli e farli cadere lanciando pietre più o meno rotondeggianti. Dal numero dei sassi fatti cadere e dalla facilità con la quale venivano colpiti, quei guerrieri traevano indicazioni sull'andamento della battaglia futura e sul numero dei nemici che avrebbero ucciso. E di questo ancestrale presupposto rimarrebbe ancor oggi l'impagabile soddisfazione che si prova udendo lo "struscio" dei birilli che cadono in quanto il "castello" (cioè l'insieme dei birilli ubicati al centro del biliardo) lo si considera formato da "nemici" da abbattere e la soddisfazione che si prova per un tiro d'attacco ben eseguito, si avvale anche di questa componente. All'insaputa dello stesso giocatore, si mette in moto un meccanismo che coinvolge l'inconscio, recependo gli echi di lontane azioni, compiute dai nostri antenati per ragioni di sopravvivenza.

Sicuramente esso è la trasposizione di un gioco, già praticato all'aperto, in un locale chiuso, e di questa sua matrice resta il colore verde del panno, a simbolo di un prato.
Stampe d'epoca raffigurano gentiluomini della corte di Francia intorno a un tavolo, di forma rettangolare anche se di proporzioni diverse dalle attuali, sul quale figurano disposti degli archetti. Come attrezzi da gioco vengono impugnate delle spatole con le quali, evidentemente, bisognava sospingere delle palle in maniera che passassero sotto gli archetti, forse in ordine prestabilito.
Shakespeare fa giocare al biliardo la regina Cleopatra col suo eunuco; la tradizione vuole che, la notte di S. Bartolomeo e durante l'annessa strage degli ugonotti Luigi XI re di Francia stesse giocando al biliardo. Alcuni studiosi sostengono che, inventare il biliardo, sia stato un certo Devigne, artigiano presso la corte, appunto, di Luigi XI; altri lo fanno risalire ad un certo Bill, inglese questa volta, soprannominato "yard" per via che faceva il sarto di mestiere e delle stoffe che doveva misurare.
L'unica cosa sicura è che - di certo - non si sa nulla di storicamente provato al riguardo: è probabile che il gioco del biliardo sia soltanto il frutto di un'evoluzione, il risultato di trasformazioni successive di un qualcosa che già esisteva.
Dapprima esclusivo appannaggio delle classi nobili ed agiate, il gioco del biliardo, con il passare del tempo, si diffuse anche tra le altre classi sociali, seguendo l'evolversi del costume e lo sviluppo della stessa società.

Anche le regole e lo "scopo" del gioco del biliardo andarono poi trasformandosi, adattandosi alle mentalità dei diversi popoli: in Italia comparve il biliardo con le buche ed il gioco consisteva - appunto - nel mandare la biglia dell'avversario in una delle sei buche (quattro agli angoli e due centrali, nel mezzo delle sponde lunghe), servendosi di attrezzi sempre più perfezionati quali lo "spingibiglia" (un'asta sottile di legno lunga circa m 1,20 ad una estremità della quale era fissato un piccolo blocco pure in legno, con un "incavo" che veniva adattato alla biglia da spingere) fino a giungere alla "stecca" vera e propria, come si usa ancora oggi.
Comparvero successivamente i birilli e lo "scopo" del gioco consistette nell'abbattere il maggior numero possibile con la biglia avversaria. Questa versione del gioco venne denominata "italiana" in quanto proprio in Italia essa finì con l'affermarsi in maniera definitiva. Ma il gioco del biliardo si afferma in tutto il mondo, con modalità diverse, con "scopi" diversi, con impostazioni diverse: dalla carambola francese (specialità per eccellenza) allo "snooker" inglese, al "pool" americano e, per ultime, le "boccette", praticate peraltro soltanto in Italia e, all'estero, da emigranti italiani.


Gli stessi emigranti portarono all'estero le caratteristiche del nostro gioco "italiano", adattandole ai tavoli da gioco trovati installati nei diversi paesi.
Dove maggiore fu il flusso della nostra emigrazione (per esempio in America del Sud) più si diffuse la specialità "italiana", sia pure con leggere varianti. Attualmente il gioco del biliardo è l'unico "insieme" (sport, geometria, ricreazione, tecnica, arte e matematica) diffuso in tutto il mondo, al di là, al di fuori e al di sopra di qualsiasi barriera costituita da censo, rango, estrazione sociale, razza e linguaggio.


Nel suo diffondersi, come logica conseguenza il gioco del biliardo creò le premesse per la formazione di movimenti federativi, naturale esigenza di quanti praticavano questa attività. Ecco quindi sorgere in Inghilterra la Federazione dello "snooker" e successivamente nei diversi stati europei, il crearsi di Federazioni nazionali, molte delle quali riconosciute dai rispettivi Comitati Olimpici o dalle massime istituzioni sportive dello stato nel quale operano. In Italia, il movimento federativo delle forze biliardistiche risale al 1955, e in pratica, si concretò nel 1958 con la fondazione di una Federazione vera e propria denominata (Federazione Italiana Amatori Biliardo), ufficialmente riconosciuta dall'allora esistente ENAL.


Per quanto concerne l'Italia, specie nell'ultimo ventennio il gioco del biliardo ha avuto uno sviluppo notevole e non è pura coincidenza se il periodo corrisponde a quello di attività della federazione: basti pensare che esistono oggi in Italia circa 5.000.000 praticanti, 25.000 tesserati, 1600 sale e società sportive con bigliardo. Tutte persone interessate a questo gioco/sport, a diversi livelli. "...



Copyright HERMELIN & Co. S.r.l.
Via Milano 174 - 20024 Garbagnate Milanese (MI) ITALY
Tel 02.99020055 Fax 02.99022781 Email info@hermelin.it